LE TELECOMUNICAZIONI: DRIVER PER USCIRE DALLA CRISI?

Ricordando Marconi si disvela il futuro: alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini si è svolto a Roma l’incontro, dal titolo “Guglielmo Marconi imprenditore. Come favorire gli investimenti, l’imprenditorialità e l’innovazione”.
“Se una volta si parlava di società post industriale, adesso è il momento di parlare di società digitale ovvero di una società dinamica non più riassumibile per grandi insiemi ma per una miriade di comportamenti intersecabili e trasversali. Una società che per essere compresa e intercettata nei suoi bisogni, nei suoi modelli di consumo, nelle sue ambizioni e nei suoi timori necessita di creatività e innovazione”. Questo in sintesi è il senso dell’intervento di Antonio Marano, vice direttore generale della Rai, per rispondere al tema del dibattito: “Pensare l’innovazione in un momento di crisi”, previsto dall’agenda dei lavori per commemorare la figura dello scienziato bolognese.
L’incontro, organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni, ha offerto l’occasione per ricordare l’impresa scientifica marconiana ma anche per tracciare un bilancio sul tasso di competitività del nostro sistema Paese a cominciare dal settore più esposto e sensibile hai cambiamenti; quello delle comunicazioni.
Ancora una volta si guarda dunque al sistema delle comunicazioni nazionale e internazionale per uscire dalla contingenza economica negativa ma anche per scorgere la prospettive di medio lungo termine che imprese e istituzioni si sono date per individuare l’exit strategy vincente. Avere la possibilità di sviluppare sistemi di comunicazione efficienti e all’avanguardia significa apportare decisive modifiche alla vita sociale, culturale ed economica di un Paese. Significa venire incontro hai bisogni di informazione, formazione e intrattenimento di un corpo sociale variegato e in movimento.
“Dinnanzi a questa crisi – ha detto Marano – la Rai reagisce utilizzando al meglio le opportunità che il digitale terrestre mette a disposizione per indirizzare e modulare in modo più puntuale la sua l’offerta editoriale verso i nuovi pubblici televisivi. In un momento così delicato per il mondo dei media in generale e per quello televisivo in particolare, la Rai ha tutte le carte in regola per sostenere la sua missione di servizio pubblico e il confronto con le regole di un mercato sempre più orientato verso prodotti multimediali e distribuzioni multi piattaforma. E i fatti ci danno ragione – afferma il vice direttore della Rai – e non solo negli ascolti”. E se qualcuno sta pensando alla cassa dell’azienda? Antonio Marano anticipa “…la presenza della Rai nel mercato delle Pay Tv è un’eventualità che stiamo mettendo allo studio”.

 

MERCATO RADIOTELEVISIVO

“Al via entro la metà di febbraio un’indagine a tutto campo sul mercato radiotelevisivo”
Lo annuncia il presidente dell’Autorità, Antonio Catricalà, in occasione di un convegno sul diritto dei consumatori.
A febbraio l’Antitrust avvierà un’indagine “a 360 gradi” su tutto il settore radiotelevisivo. Lo ha annunciato stamani il presidente dell’Autorità, Antonio Catricalà, in occasione del convegno “il diritto dei consumatori nella crisi e le prospettive evolutive del sistema di tutela”, che si è tenuto a Roma nella sede dell'Authority.
E ha spiegato che “c’è un gran bisogno, visto che l'ultima indagine risale al 2004 e il settore è in grande evoluzione e bisogna studiarlo bene”.
Ci vorrà un anno ha detto il garante della Comunicazione, in merito ai tempi dell'indagine.
 

DIGITALE TERRESTRE

Il digitale terrestre supera gli ascolti del satellite e varca la soglia dei 2,5 mln di decoder venduti ogni mese’
“Con il nuovo anno il processo di digitalizzazione della TV prosegue: non solo si è superata la soglia del 30% di ascolto della TDT (il doppio del satellite) e si è oltrepassata la barriera dei 2 milioni e mezzo di ricevitori venduti ogni mese, ma si è anche ormai oltre il 60% delle famiglie italiane in possesso di ricevitore TDT”. A dichiaralo è la DGTVì, l’associazione nata per promuovere la televisione digitale terreste che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, D Free e le associazioni di tv locali Aeranti-Corallo e Frt. Nella sua ultima newsletter DGTVì ricorda l'impegnativo calendario degli switch off del 2010, con 23 milioni di italiani in 6 regioni del Nord Italia che passeranno integralmente al digitale da Maggio a Dicembre.
Con il consenso di tutte le istituzioni, nazionali e locali, e di tutti gli operatori e con una novità: dall’Emilia Romagna in poi si passerà direttamente allo switch-off senza la tappa intermedia dello switch-over di Rai 2 e Rete 4, grazie al livello di penetrazione ormai raggiunto.