Roberto Binaghi: “Metà del gap italiano nell'uso di Internet è stato ricucito, ora dobbiamo passare a una seconda fase e sviluppare una vera economia attorno al nuovo media”
Le aziende italiane investono su internet ancora poco rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa, con una quota di mercato della pubblicità online ancora ferma alla soglia 8%, un dato che permette di comprendere quanto siano ancora ampi i margini di crescita. Il settore dell’advertising online, negli ultimi anni, ha comunque fatto registrare un avanzamento costante, che ha avuto nel 2007 il suo picco (+40% sul 2006), segno positivo confermato anche nel 2008 (+ 19% sul 2007) e, nonostante la crisi, nel 2009 (+ 6,4% sull’anno precedente). Se il Display Advertising è rimasto, nell’ultimo anno, sostanzialmente stabile, è il Search a far registrare la crescita più significativa, con oltre il 10%. Positivo l’e-mail marketing, che sale del 5%. In aumento anche gli investimenti sul mobile, che confermano il trend positivo degli ultimi anni, grazie anche al crescente successo di I-Phone e degli smartphone di nuova generazione: gli investimenti sono infatti pari a +8% per un volume d'affari da 21 milioni di euro in Italia. “Metà del gap italiano nell'uso di Internet è stato ricucito, ora dobbiamo passare a una seconda fase e sviluppare una vera economia attorno al nuovo media”, sottolinea Roberto Binaghi, Presidente di IAB Italia. “Internet ormai fa parte della 'dieta mediatica' degli italiani, dobbiamo far sì che anche le imprese continuino a investire con fiducia, per colmare rapidamente la differenza in termini di volumi che ancora ci divide da altri paesi”. “Il nostro mercato ha bisogno di codifiche e metriche, di standard che possano facilitare la pianificazione degli investimenti da parte degli inserzionisti”, prosegue Binaghi. “La pubblicità online deve uscire dalla sua fase iniziale e iniziare a ragionare come una industry matura”.