La crescita degli ascolti non è frutto innanzitutto di eventi speciali, ma delle performance dei programmi che costituiscono l’ossatura quotidiana del palinsesto
Milano, 30 gennaio 2006 - Si apre con le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e si chiude con i Mondiali di calcio la lunga primavera Rai, che si avvia ai nastri di partenza forte dei dati delle ultime stagioni, che la danno sempre più leader e sempre più in crescita. Se infatti nell’autunno 2004, sull’intera giornata, Rai otteneva il 44,9% di share, nell’autunno 2005 ha raggiunto il 46,1%, staccando la concorrenza di oltre 6 punti. E nelle ultime tre settimane, caratterizzate da una competizione più agguerrita, Rai migliora la propria share dal 43.5% al 43,8%, con un distacco di 1,8 punti rispetto allo 0,6 dell’analogo periodo 2005.
Sono alcuni dei dati emersi nel corso della presentazione promossa da Rai e Sipra all’Hotel Marriot di Milano e riservata agli investitori pubblicitari - aziende, agenzie e centri media - alla presenza dall’amministratore delegato di Sipra, Mario Bianchi e del direttore generale della RAI, Alfredo Meocci.
«La stabilità e la crescita degli ascolti - commenta per Sipra Marina Ceravolo, responsabile marketing prodotti Rai - non si costruiscono con qualche evento speciale e qualche successo in prima serata, ma con un’ossatura di palinsesto solida e forte, con un’offerta editoriale articolata che evita le sovrapposizioni di generi fra le reti, con un sapiente innesto di novità fra programmi già sperimentati e premiati dal pubblico. E’ questo mix che fa la forza del palinsesto Rai, anche nella prossima stagione».
Infatti, accanto ai grandi eventi come Sanremo, le Olimpiadi (i cui ascolti potrebbero essere trainati dal fenomeno Rocca), e i Mondiali, dove la Rai si è garantita le 25 partite migliori (quelle che nel 1998 totalizzarono una media di 11 milioni di telespettatori), la prossima primavera Rai offre una programmazione ricca di successi e novità nel prime time e di conferme nella giornata. Le novità più attese riguardano la fiction seriale e di produzione, con i nuovissimi Roma (co-produzione Rai Fiction) e Lost su Raidue, dedicati al target giovani e giovani-adulti, La moglie cinese e L’ispettore Coliandro, insieme ai nuovi episodi di serie di successo come Orgoglio e Il commissario Montalbano per Raiuno; l’intrattenimento, con Il treno dei desideri già iniziato, la ripresa di Music Farm e un nuovo programma di Raffaella Carrà; e gli importanti titoli dei film di prima serata, da Mystic River all’Ultimo samurai, da La macchia umana a Come farsi lasciare in sette giorni, da Mona Lisa Smile a The Passion.
«Quale strategia ha seguito Rai per vincere tutto l’anno e trionfare in autunno, dove le cassandre preconizzavano catastrofi per la perdita di un certo conduttore e del calcio?» chiede al pubblico di investitori il direttore generale della Rai, Alfredo Mocci.
Ecco la sua risposta: «È che la Rai sa leggere; altri direbbero che sa ascoltare, ma a me piace una metafora più evoluta: leggere, appunto, perché l’ascolto è disturbato dal frastuono, dal baccano che imperversa oggi in certa televisione. La lettura della realtà è il nostro lavoro: il nostro pubblico è la nostra realtà, leggerlo significa capire cosa si aspetta da noi. E, ancora oltre, arrivare a sorprenderlo anticipando i suoi desideri. Certo è una grossa responsabilità, ma entusiasmante.».
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Maria Teresa Baroni,
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